A appello del presidente Sara risponde!! E così eccomi qui dopo tanto tempo a scrivere un postarello per il blog!! L'ispirazione mi è venuta ieri leggendo un articoletto sul giornale, ve lo posto di seguito...
La Geografia a modo mio
C’è un mondo dove potete sentirvi italiani e francesi, ricchi e poveri, belli e brutti. Dove la Toscana confina con la Grecia e dove il mare salato lambisce la Svizzera. E’ il mondo di Adla Isanovic, trentunenne artista di Sarajevo, tra le partecipanti alla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa. Adla ha inventato Travelogue, una specie di blog dove le mappe si sparigliano e ognuno può inventarsi capitale, capoluogo, atollo o semplicemente non-luogo. Si clicca e si vive una vita su misura, parlando nella lingua preferita e rappresentandosi nel Paese del cuore.
Una geografia dell’immaginario?
Un immaginario geografico. Nelle mie opere mescolo nazionalità, luoghi, gesti fino ad annullare ogni oggettività. I confini sono fatti da chi li attraversa, da chi li segna. E’ un riappropriarsi dell’abitare. Ecco perchè mi piace pensare ad una mappa culturalmente ibrida, senza barriere.
Per una bosniaca parlare di patria non deve essere facile.
Nella mia arte fatta di imagi-nation non c’è posto per i particolarismi. Le cartografie tradizionali rendono tutto difficile, ecco perchè voglio cancellarle. Anche i visi anonimi che ricreo nei video non sono allontanati dalle distanze culturali, ma uniti dall’esserci. In uno spazio virtuale si può essere se stesso ed un altro insieme: libertà.
Un immaginario geografico. Nelle mie opere mescolo nazionalità, luoghi, gesti fino ad annullare ogni oggettività. I confini sono fatti da chi li attraversa, da chi li segna. E’ un riappropriarsi dell’abitare. Ecco perchè mi piace pensare ad una mappa culturalmente ibrida, senza barriere.
Per una bosniaca parlare di patria non deve essere facile.
Nella mia arte fatta di imagi-nation non c’è posto per i particolarismi. Le cartografie tradizionali rendono tutto difficile, ecco perchè voglio cancellarle. Anche i visi anonimi che ricreo nei video non sono allontanati dalle distanze culturali, ma uniti dall’esserci. In uno spazio virtuale si può essere se stesso ed un altro insieme: libertà.
Un mondo possibile, insomma?
Mi affascina la possibilità di poter riscrivere continuamente la nostra storia. Non è facile restare circoscritti dentro i confini tradizionali quando viviamo un pianeta pervaso da osmosi, comunicazioni, distanze inesistenti. La stessa natura del mio progetto si apre al mondo: uno spazio libero, dove tutti godono degli stessi diritti e tutti possono raccontarsi in eguale misura. Anche nelle mie video installazioni spesso faccio scorrere visi e date: due faccie della storia, della stessa storia.
dal Corriere della Sera (21 maggio)

1 commento:
Grazie Sara, segnale una cosa a mio avviso interessante e particolare.
Coraggio smls! Ricordo il termine ultimo del 15 giugno per scrivere un bel post. Maria Luisa e Sara hanno risposto subito. La mappa ha ripreso colore e le la nostra vela è nuovamente spiegata al vento.
Ciaooo,
Sergio
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